Bimbinsieme


Vai ai contenuti

L'esperto

Ecco alcuni brevi esempi di lezioni teoriche:

Psicologia:
Il neonato
La percezione
Il linguaggio
Gli amici immaginari

Puericultura:
La nascita

Psicomotricità:
I movimenti riflessi
I movimenti volontari






Education s.r.l. - Tutti i diritti riservati.




Il neonato

Se pensiamo ad un neonato, l'immagine che più facilmente si affaccia alla mente è quella di una minuscola creatura addormentata. Niente di più riduttivo, l'essere umano fin dalla nascita sa svolgere molte attività solo apparentemente elementari: reagire con movimenti riflessi ad una moltitudine di stimoli complessi, percepire il mondo intorno a se, piangere, ridere....
I riflessi in particolare sono risposte organizzate ed automatiche, altamente sofisticate, a stimoli specifici; sono innati nella nostra specie, non devono cioè essere appresi attraverso l'esperienza, e rappresentano quindi il nostro punto di partenza.
Essi hanno inoltre una fondamentale funzione adattativa: il riflesso di suzione per l'alimentazione, il riflesso di prensione per il sostegno ed il contatto con il mondo, il riflesso pupillare a scopo difensivo e conoscitivo.
...............................................................




La percezione

La capacità di registrare informazioni con gli organi di senso può essere considerata la base della conoscenza umana.
La percezione infatti ci fornisce informazioni di prima mano sulla realtà, cioè informazioni limitate a ciò con cui abbiamo a che fare qui ed ora, indispensabili tuttavia per rapportarci al mondo esterno e per costruire le forme di conoscenza più elaborate come pensieri, ricordi, ragionamenti...
Gli studiosi hanno a lungo dibattuto e tuttora continuano a discutere sulla misura in cui la percezione implichi processi cognitivi complessi, dato che la nostra mente non si limita alla registrazione passiva delle informazioni sensoriali, ma le elabora attivamente per selezionarle ed organizzarle.
...............................................................




Il linguaggio

Fra gli aspetti più sorprendenti della crescita del bambino vi è senza dubbio lo sviluppo del linguaggio. Quando il neonato entra in scena, la sua comunicazione passa esclusivamente per il pianto, di cui si possono afferrare intonazioni ed intensità, ma non decifrare con sicurezza i significati.
Nel contempo il piccolo è a sua volta assalito da rumori e voci ignote, che si sostituiscono all'acquatica sonorità da cui proviene. Ma ecco che, nel volgere di pochi mesi, ritroviamo quel bambino già in possesso dei primi elementi del codice verbale.
Entro i 3-4 anni di vita sarà ormai capace di padroneggiare i principi che governano il linguaggio, dal punto di vista della produzione e della comprensione, e che lo rendono differente dagli altri sistemi e forme di comunicazione.
...............................................................




Gli amici immaginari

Verso l’età di 3-4 anni spesso compaiono nella vita del bambino alcuni “amici immaginari”, creature con le quali soltanto lui può parlare e giocare. Oltre ad apprezzarli per la loro disponibilità ad ascoltare, il bambino finge di «ragionare» insieme a loro e ha così la possibilità di sperimentare il punto di vista altrui, di imparare a confrontarsi e a negoziare.
I bambini che si creano amici immaginari non lo fanno soltanto perché si sentono soli (magari perché timidi o figli unici), oppure perché non riescono a intrattenere relazioni soddisfacenti con gli amici reali. Anzi, attraverso l’elemento fantastico, il bambino può esplorare ogni aspetto del mondo, confrontandosi con qualcuno che è sempre a sua disposizione, che non rifiuta mai il confronto, né tantomeno lo affronta da posizioni di superiorità, come potrebbe fare un adulto. L’amico immaginario si presterà a un’interazione efficace e dialettica, che garantirà al bambino la possibilità di far proprio un altro modo di pensare: processi emotivi e cognitivi utilissimi per avere una vita relazionale ricca, equilibrata e serena.
Numerosi psicologi sottolineano come attualmente avere dei compagni immaginari viene considerato un segno di buona salute mentale.
...............................................................




La nascita

La nascita di un figlio inizia quando la cellula uovo incontra uno spermatozoo.
Come qualsiasi momento di cambiamento, comporta sempre una crisi e presenta due importanti caratteristiche che hanno nei futuri genitori delle implicazioni psicologiche.

  • E' un'esperienza di acquisizione, sia nei confronti del bambino che deve nascere sia del ruolo genitoriale che entrambi andranno a ricoprire.
  • E' un'esperienza di perdita, in quanto vengono a trasformarsi le abitudini precedenti.

Di fronte alla nascita, le aspettative ed i timori dei futuri genitori sono così riassumibili:

  • un figlio rappresenta per i genitori la concreta possibilità di realizzre il desiderio di continuità della vita;
  • la possibilità di essere felici;
  • di vivere un rapporto unico, intenso e speciale;
  • uno dei più grandi timori è quello della propria inadeguatezza, cioè di non riuscire ad essere un buon gentore;
  • per quanto riguarda il bambino, i genitori si chiedono come sarà fisicamente;
  • possono provare paure legate al cambiamento, come quelle di perdere la propria libertà e di dover riorganizzare la propria vita.

Questi processi fanno parte della gestazione mentale del bambino che accompagna la gestazione fisica per tutto il periodo della gravidanza, per preparare i futuri genitori all'arrivo del loro figlio.
...............................................................




I movimenti riflessi

Il movimento è la prima manifestazione vitale dell'individuo, già evidenziabile nella vita intrauterina e prima espressione di cui la persona si serve per entrare in contatto con il mondo.
Esistono diverse classificazioni del movimento:

  • I movimenti riflessi
  • I movimenti volontari

I movimenti riflessi detti anche AUTOMATISMI sono condotte motorie che si attivano di fronte a determinate stimolazioni e e che costituiscono un indice di normalità o anormalità nello sviluppo. Privi di un significato funzionale, lo acquistano quando vengono messi a confronto con l'ambiente.
Tra i movimenti riflessi fetali più significativi ricordiamo quelli gravitazionali che permettono al feto di cambiare posizione, i movimenti locomotori di strisciamento, di arrampicamento e propulsivi per la nascita.
Dopo la nascita, i movimenti riflessi più importanti sono: il riflesso di suzione, di prensione, di marcia automatica, di Moro ...................................................................




I movimenti volontari

Il movimento è la prima manifestazione vitale dell'individuo, già evidenziabile nella vita intrauterina e prima espressione di cui la persona si serve per entrare in contatto con il mondo.
Esistono diverse classificazioni del movimento:

  • I movimenti riflessi
  • I movimenti volontari

I movimenti volontari, detti anche PRASSIE, sono movimenti intenzionali rivolti all'oggetto esterno con varie finalità: difensive, approppriative o ludiche.
Le prassie apartengono all'ambito psicomotorio e si realizzano grazie all'esistenza di strutture funzionali e all'apprendimento, il cui obiettivo è l'abitudine.
Le prassie sono un prodotto della socializzazione perchè se da un lato realizano le reazioni istintuali primarie come l'alimentazione, la difesa, l'esplorazione e l'orientamento, dall'altro hanno una modalità di svolgimento influenzata dai fattori ambientali.
Gli elementi più significativi che concorrono all'attuazione di un movimento volontario sono:

  • la motricità
  • lo schema corporeo dal quale dipende la coordinazione spaziale
  • l'affettività che conferisce espressività al gesto
  • l'intelligenza che presiede l'ordine della rappresentazione e dell'intenzionalità.

...............................................................




Home Page | Corso | Seminari | Lavoro | L'esperto | Dove siamo | Contatti


Torna ai contenuti | Torna al menu