Il successo di una tata

Riceviamo e pubblichiamo da una nostra ex-allieva:

Buongiorno Sig. Direttore,
la ringrazio per le Sue parole gentili.
Personalmente sono motivata da una profonda passione per il mondo dei bambini; questo alimenta in me il desiderio di essere il meglio che loro possano avere come tata. Concordo con Lei ed ho potuto "toccare con mano" la diffidenza da parte delle famiglie nell’assumere una tata che non sia per così dire "referenziata" da parte di amici o conoscenti. Questo tuttavia fa parte di un discorso molto più ampio, quello della fiducia, aspetto verso il quale la maggior parte delle persone e quindi anche le famiglie, sono oggi molto sensibili, specie a causa delle quotidiane notizie diffuse dai media.
Al di là di questo, che cosa si può fare?
Credo sia molto importante che una tata professionista (ad es. colei che si è qualificata presso la vostra scuola) prepari una buona presentazione di se stessa e del suo lavoro attraverso siti specializzati nel settore (ve ne sono molti affidabili e attraverso i quali registrandosi gratuitamente, si può ottenere visibilità – es. Sitterlandia, Nunny & Butler, My Tata, ecc.). Nel mio caso attraverso una delle varie vostre segnalazioni ho avuto il mio primo impiego, il secondo impiego (quello di cui narro nel mio libro appena pubblicato) invece è stato il frutto di un profilo ed una presentazione adeguata, inseriti in vari siti specializzati, in cui mi presentavo ed esponevo le mie competenze. Personalmente credo che una buona pubblicità può essere quella di illustrare in breve che cosa propone una tata in merito ad attività volta a stimolare ed assecondare le propensioni di un bambino, permettendogli di "crescere divertendosi".

tata Marisa: crescere divertendosi è possibile
Un approccio accattivante a livello virtuale spesso (nel mio caso è stato così) porta ad una richiesta di colloquio in cui tra forma e sostanza vorremmo trasmettere fiducia alle famiglie.
Quando parlo di profilo e presentazione adeguata, suggerisco di prestare attenzione a ciò che si scrive e alle immagini postate. Le mamme o le famiglie non cercano una "miss" ma si premurano in primo luogo che una tata sia competente nella cura fisica del loro bene più prezioso: il bambino; apprezzano anche molto quello che io chiamo "il valore aggiunto".
Nel mio libro, rivolto non solo ai genitori ma anche alle tate, sottolineo l’importanza che i genitori scelgano una tata e non una baby sitter; questo perché mentre la baby sitter sorveglia ed accudisce il bambino, la tata se ne prende cura a 360°, preoccupandosi del suo sviluppo fisico, intellettivo e ludico. A volte le famiglie richiedono una laurea o la conoscenza delle lingue e per questo si rivolgono a giovani laureate o a personale straniero, ma entrambe le scelte non necessariamente sono garanzia di successo. Sono convinta che una famiglia che desidera il meglio per il proprio bambino deve scegliere una tata qualificata. Questo secondo me è il punto di forza su cui lavorare!
In conclusione, se ho avuto successo in questa professione, pur essendomi affacciata tardi all’affascinante mondo dei bambini (ho frequentato il Vs. corso a 50 anni) dipende nell’ordine da:
1) profonda passione;
2) competenze adeguate (come quelle fornite dal vostro corso);
3) buon uso dei siti specializzati ed infine, ma non ultima per importanza:
4) saper trasmettere fiducia e sicurezza nelle famiglie al momento del colloquio.

Come le ho già anticipato, al più presto Vi invierò copia del mio libro, così avrà modo di vedere nel dettaglio come svolgo il mio lavoro, grazie anche al Vs. contributo.
La saluto cordialmente.

Marisa Cena

 

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